Velaterapia per persone malate di Parkinson

Velaterapia per persone malate di Parkinson

Gli stimoli fisici, emozionali e psicologici che vengono dal contatto col mare, e dallo sport velico in particolare, possono migliorare la qualità della vita degli ammalati di Parkinson, intervenendo soprattutto sui sintomi non motori, quali la depressione e l’apatia. Da qui nasce l’idea di sperimentare un corso di vela per persone affette dal morbo di Parkinson: il progetto coinvolgerà dodici ammalati precoci, di età compresa tra i 30 e i 55 anni, in un percorso teorico-pratico che consentirà loro di apprendere le norme e le tecniche di base del governo di una imbarcazione a vela, culminando con la partecipazione a una regata.

La vela

Una esperienza come quella proposta dal progetto consente di lavorare al raggiungimento di obiettivi quali l’educazione al problem solving, personale e di gruppo, l’accrescimento della autostima, la capacità di adattamento e di affronto delle difficoltà, lo sviluppo dell’autonomia e delle autonomie, il risveglio di interessi e motivazioni, la consapevolezza delle proprie paure, della propria insicurezza, l’educazione al lavoro di squadra e per obiettivi.

Vela e qualità della vita

Studi scientifici condotti in tutto il mondo dimostrano l’efficacia della vela e dello sport velico. Per esempio sulla qualità della vita. Una ricerca recente, pubblicata su «Clinical Practice & Epidemiology in Mental Health» – soltanto per citarne una – dimostra che la vela può migliorare la qualità della vita delle persone con gravi disturbi mentali. Un altro studio, pubblicato l’anno scorso sul Journal of Child Neurology, dimostra come perfino il solo utilizzo di un programma di navigazione virtuale-tecnologica in bambini con disabilità abbia effetti sull’equilibrio e sulla qualità della vita.

Visita il sito web del progetto ParkinONsail: clicca qui.

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