Anziani con Alzheimer? Al diurno come a casa

Il limite più grande delle strutture sociosanitarie come siamo abituati a conoscerle è quello di essere molto “struttura” e troppo poco ambiente di vita, troppo poco «casa». E casa significa famiglia, significa star bene, sentirsi a proprio agio. Vale per ciascuno di noi: se abbiamo una dimensione preferita, quasi sempre questa è legata alla casa, a un ambiente domestico, familiare, comodo. Tanto più questo deve valere per persone fragili come gli anziani e come gli anziani affetti da Alzheimer o altre forme di demenza.

L’intuizione di Moyra Jones, ideatrice del modello Gentlecare cui la nostra Piccola Casa Beata Chiara – il centro diurno che stiamo realizzando a Bari – si ispira, tiene dentro questa riflessione: chi soffre di demenza subisce una modificazione nelle sue capacità di interazione con la realtà e per questo bisogna costruirle intorno una protesi per fargli mantenere il più a lungo possibile l’autonomia e ridurre al minimo le situazioni di stress, fonte di agitazione, ansia e aggressività. Una protesi: esattamente come avviene quando un femore si frattura o un’anca non fa più il suo dovere. Nel caso delle strutture per anziani con demenza – secondo Moyra Jones – la protesi è costituita dallo spazio, dalle persone e dalle attività che vengono loro proposte.

Da qui l’idea di progettare la Piccola Casa appunto come una «casa», con spazi, pavimenti, colori e arredi che richiamino la cucina, la sala pranzo, il salotto, la stanza da letto. Il layout degli arredi è stato realizzato dall’architetto Enzo Angiolini, il tecnico di riferimento del modello Gentlecare in Italia, e rappresenta sostanzialmente un open space con gli ambienti tipici di un appartamento, ma senza pareti, per consentire libertà di movimento all’anziano e possibilità per l’operatore di seguirlo con lo sguardo: l’ospite si riconoscerà in quegli spazi familiari anziché avere l’impressione di trovarsi in un ambiente freddo, istituzionale, da struttura appunto.

Angiolini ci ha mandato una tavola riepilogativa dell’idea progettuale. Ma avevamo fretta di vederla calata nella realtà della nostra Piccola Casa. E così, armati di spray e metro, abbiamo disegnato gli ingombri dei mobili…

 

 

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Fonte: Piccola Casa
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