La Piccola Casa Beata Chiara prende forma

render 01Sarà il primo diurno Alzheimer certificato Gentlecare del centrosud Italia. Realizzato in una villa immersa nel verde, in corso Alcide De Gasperi, il centro diurno integrato per il supporto cognitivo e comportamentale ai soggetti affetti da demenza (art. 60-ter R.R. 4/2007) è progettato per ospitare fino a 30 anziani e offrire loro attività di socializzazione, stimolazione cognitiva e neuromotoria, supporto psicologico, terapie non farmacologiche.

Cucina terapeutica

Cucina terapeutica

Il centro riproduce architettonicamente gli ambienti di una casa, spazi dal sapore familiare da vivere in serenità: una cucina terapeutica, riconoscibile grazie agli arredi tipici, accogliente, con complementi e suppellettili, e funzionante, in modo da permettere lo svolgimento di piccole attività domestiche; un salotto, una biblioteca. Gli anziani devono poter star bene insieme agli operatori, sentirsi accolti, compresi, sostenuti.

Sala e biblioteca

Sala e biblioteca

Metodologicamente ispirata al cosiddetto approccio protesico del Gentlecare, la Piccola Casa accoglie le famiglie. Le forme attualmente più diffuse di assistenza allontanano i famigliari dai loro cari causando angosce e frustrazioni. La Piccola Casa accoglie invece i famigliari e li sostiene con percorsi formativi e di auto-mutuo aiuto: perché è la famiglia intera che soffre dei danni di una malattia come l’Alzheimer.





Infine le attività. La strategia di azione punta su attività significative che rispettino i modi di vita e i ruoli precedenti dell’anziano. Chi ha la demenza non è un bambino, né «sembra un bambino», come erroneamente si crede: un bimbo acquisisce via via le proprie capacità, un anziano va perdendole. Per questo è importante che le attività costituiscano una protesi di supporto per colmare le facoltà che l’anziano ha perso a causa della malattia.

Perché la demenza non sia l’ultima parola sulla vita dei nostri ospiti.

Fonte: Piccola Casa